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Margherita Home: dove ogni spazio racconta e si fa accoglienza

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Nel cuore del centro storico di Reggio Emilia, Margherita Home non è semplicemente un B&B, ma un progetto di architettura che ridefinisce il concetto stesso di ospitalità. Qui il soggiorno diventa esperienza, grazie a un intervento di recupero firmato da Laboratorio di Architettura, studio da sempre attento ai temi di sostenibilità e relazione tra spazio e persona.
I nomi scelti per le stanze sono un’estensione del progetto architettonico, un modo per dare a ogni spazio un carattere preciso e riconoscibile trasformandosi in suggestioni che accompagnano l’esperienza dell’ospite.
L'identità di ognuna delle 5 stanze si ispira ad elementi stagionali espressi nella lingua della tradizione emiliana richiamando atmosfere, luci, colori, riferimenti culturali o materici che dialogano con gli spazi stessi.

Togliere per dare valore

Il progetto nasce dall'idea di ridurre all’essenziale per esaltare ciò che conta davvero. L’edificio, un tempo anonimo, è stato recuperato senza stravolgerne l’identità, trasformandolo in uno spazio intimo, misurato e autentico. Il principio guida è quello di un’architettura che “sceglie di essere più che apparire”. Questo si traduce in ambienti sobri, dove ogni elemento ha una funzione precisa e nulla è superfluo. Emerge la volontà di costruire un equilibrio tra forma, luce e uso quotidiano. Il risultato è uno spazio che invita a rallentare: cinque camere di dimensioni contenute e una progettazione che mette al centro il comfort reale, non quello ostentato.

Camera-Margherita-Home

Materie che raccontano: il riuso diventa memoria, autenticità e tempo che dura

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la scelta dei materiali che non sono decorazione ma parte integrante del racconto architettonico. I materiali utilizzati seguono la logica precisa del riuso e del recupero per mantenere un legame con la storia dell’edificio. Le travi originali dei soffitti diventano quindi comodini ai lati del letto, mobili nella zona lavabo e nell'area guardaroba. Così i lavabi Miniwash di Ceramica Flaminia appoggiano su mensole realizzate recuperando le antiche travi. È un gesto progettuale semplice solo in apparenza, ma profondamente significativo. Da un lato il design essenziale e contemporaneo di lavabi in ceramica minimali e discreti, dall’altro il legno antico che porta con sé segni di memorie, trasformandosi in una base unica e irripetibile. Nelle stanze si respira un'essenzialità materica che elimina il superfluo e valorizza le superfici. La materia non viene nascosta, ma lasciata parlare. Questo approccio riflette una visione contemporanea dell’abitare dove il lusso non è nell’eccesso ma nella qualità e nella coerenza progettuale.

Lavabo-Flamina-Miniwash

Il bagno come spazio di vetro: trasparenza, luce e continuità

Uno degli aspetti più caratterizzanti di Margherita Home è il modo in cui viene concepito lo spazio bagno: non come ambiente separato, ma come parte integrate della stanza. La scelta delle pareti in vetro non è solo estetica ma profondamente progettuale. Il vetro diventa uno strumento per dilatare lo spazio percepito eliminando barriere visive in spazi ridotti, creando continuità architettonica tra zona notte e bagno.

Bagno-Camera-Margherita-Home

Il risultato è un equilibrio raffinato tra apertura e intimità, dove anche i sanitari App di Ceramica Flaminia diventano protagonisti dello spazio, dialogando con la trasparenza del vetro e contribuendo a definire un ambiente continuo, elegante e perfettamente integrato. Le superfici trasparenti vengono abbinate a tendaggi che fungono da elementi schermanti o alternate a pareti in vetro satinato, permettendo di modulare la privacy senza rinunciare alla leggerezza visiva. In questo modo il bagno smette definitivamente di essere uno spazio “di servizio” e diventa un elemento scenografico e funzionale capace di definire l’identità della stanza. Una soluzione che non solo sorprende, ma migliora concretamente la qualità dell’esperienza abitativa rendendo ogni ambiente più aperto, luminoso e armonico.

Bagno-Camera-Margherita-Home-BeB

La doccia come architettura: leggerezza e integrazione

Anche la doccia abbandona il ruolo di semplice elemento funzionale per diventare parte integrante del progetto architettonico. Essa diviene elemento strutturale del volume in vetro che definisce la zona bagno, contribuendo a costruire uno spazio unitario, continuo e perfettamente leggibile. Non esiste separazione netta: la doccia è architettura dentro l’architettura. Al suo interno segno distintivo è il soffione: non un oggetto invasivo, ma una lamina sottile in acciaio, elegante e quasi sospesa. Un tratto minimale che si inserisce con naturalezza nel contesto, senza interrompere l’equilibrio visivo di un luogo dove ogni elemento è ridotto all’essenziale. A completare il sistema, i piatti doccia Onda di Disenia in Aquatek installati a filo pavimento, permettono una continuità totale con il pavimento in gres della stanza.

piatto-doccia-Disenia-Onda

Bagno-Camera-Margherita-Home-2

La luce che disegna l’atmosfera

La luce non si limita a illuminare ma costruisce lo spazio, lo trasforma e lo accompagna. In tutti gli ambienti sottili strip LED scorrono quasi invisibili, disegnando linee morbide di luce. I faretti incassati, discreti e puntuali, intervengono come accenti creando profondità e ritmo. Non esiste una sola luce ma molteplici scenari, che cambiano con il tempo della giornata e con il modo di vivere lo spazio: luce diffusa per accogliere, luce più raccolta per rallentare, luce soffusa per lasciare spazio al silenzio. Accanto al letto come un gesto delicato scendono sopra ai comodini le lampade Shiek Ceiling di Wever & Ducré definendo un punto intimo di atmosfera e calore. Nel giardino interno su cui affaccia la sala colazione, la parete di verde rampicante prende vita grazie ai proiettori Nano XL di Platek. Qui la luce si fa più teatrale, ma sempre misurata: accarezza le foglie, ne esalta le texture e crea ombre leggere.

Lampada-WeverDucré-Shiek-Ceiling

Nella sala colazione il colore diventa linguaggio. Le sedie Tata Young di Point House nelle tonalità nero, verde, giallo, rosso mattone e rosso introducono un ritmo vivace ma controllato capace di animare lo spazio senza appesantirlo. Queste cromie non sono scelte isolate: riprendono e dialogano con i tavoli in cotto policromo realizzati da Tarsie, creando un legame diretto tra arredo contemporaneo e materia artigianale. Il cotto con le sue sfumature calde e imperfette trova così una continuità visiva nelle sedute, in un equilibrio tra tradizione e modernità. Il risultato è uno spazio accogliente e dinamico, dove colore e materia si intrecciano in modo naturale, trasformando anche il momento della colazione in un’esperienza visiva oltre che sensoriale.

Sedie-Point-House-Tata-Young

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In questo incontro tra design e recupero si legge chiaramente la filosofia di Margherita Home: nulla viene nascosto, tutto viene valorizzato divenendo protagonista di un racconto più ampio, dove architettura e memoria si fondono in modo naturale e coerente.


Progetto realizzato da Laboratorio di Architettura
Consulenti di progetto Cinzia Rinaldi - Rossella Vergnani Showroom Reggio Emilia
Photo credits
Photodaf/Laboratorio di Architettura


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